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gravidanza e scoperta del tumore

gravidanza e scoperta del tumore

Diventare genitori dopo una diagnosi oncologica della donna:
rilevazione di un campione di pazienti oncologiche italiane

Parlare contemporaneamente di cancro e gravidanza potrebbe sembrare un paradosso, sono infatti due eventi che si collocano ai poli estremi del continuum della vita. Nella società attuale:

Ricevere una diagnosi oncologica durante la gravidanza rimane un evento raro, ma non sottovalutabile: circa 600 casi all’anno nel nostro Paese.

Tuttavia, nel prossimo decennio tale incidenza è destinata a crescere nel nostro Paese, dato il continuo aumento di donne che decidono di posticipare la gravidanza dopo la soglia dei trent’anni, periodo in cui le diagnosi neoplastiche sono più frequenti.

La ricerca in campo oncologico ha ormai permesso alla maggior parte di coloro che ricevono una diagnosi durante i nove mesi sia di portare a termine la gravidanza, senza il rischio di gravi complicazioni per il nascituro, sia di ricevere le cure antitumorali necessarie.

In Italia circa 175.000 donne all’anno ricevono una diagnosi di neoplasia maligna, di queste circa il 10% è in età fertile. È indispensabile implementare la conoscenza in merito ai vissuti della gravidanza e del primo puerperio al termine dell’iter oncologico, soprattutto dato che:

  1. grazie ai programmi di prevenzione, alle diagnosi sempre più precoci e ai progressi delle terapie antitumorali, un numero sempre maggiore di donne sconfigge, o comunque convive, con la malattia;
  2. si sta alzando progressivamente l’età in cui la maggior parte delle donne decide di diventare madre, quindi vi è una sempre maggiore possibilità di avere una gravidanza in seguito ad una diagnosi neoplastica.