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"Ricordiamoci dei veri eroi, lasciati soli da una politica che ha piegato la Sanità al profitto e alle clientele"

+++ "Ricordiamoci dei veri eroi, lasciati soli da una politica che ha piegato la Sanità al profitto e alle clientele"+++
Una riflessione di Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus

 

"Non so di cosa morirò, ma ho più paura di una politica senza coraggio"

Non so se morirò di cancro o di Coronavirus o magari di tutti e due oppure sarò ancora una volta miracolata... non lo so. E’ da tempo che ho smesso di fare progetti a lunga scadenza e di credere negli uomini: sono tutti impregnati del loro egoismo e paraculismo che se ne guardano bene di alzare la testa per ribellarsi a questo maledetto sistema. La paura fottuta di perdere privilegi e posizioni di rendita fa di loro dei codardi e li rende immobili e servili, pane quotidiano che nutre l’avidità dei poteri forti.
Io no. Non ho paura dei poteri forti, tra questi anche una certa classe politica: fanno parte della catena di montaggio che produce dolore.
Ho imparato a non temerla certa gente, anzi la combatto. Sono pochissimi i politici che stimo davvero e in ogni partito, perché avendoli conosciuti direttamente so che hanno un'etica e un cuore.
Chi, come me, si è trovata a combattere la morte, non teme di andare in guerra e non teme di esporsi perché non ha debiti: forse qualche credito sì, ma debiti no. A pensarci bene, un debito ce l’ho anch’io: con Dio. Dio che mi ha dato la vita e i talenti di cui tutti gli uomini possiamo beneficiare per fare bene. Dio che attraverso la mia malattia, mi ha insegnato ad amare ancora di più il prossimo, dandomi l’opportunità di mettere a frutto quei doni che abbiamo definito talenti. E’ cosi che nasce Salute Donna. Una mia creatura? No, è stato tutto voluto da Lui. Io ho solo seguito la sua voce.
Pertanto, cerco di saldare il mio debito non facendo male al mio prossimo e impegnandomi affinché anche altri facciano lo stesso, affinché il bene possa combattere il male.
E’ probabile che pochi leggeranno questo testo: è troppo lungo, siamo abituati a correre e passare indifferenti davanti alle cose... ma chissà ? Non ci è dato sapere, pertanto lo scrivo lo stesso per me: andare contro tendenza fa bene allo spirito, sopratutto in un momento dove tutti elogiano gli eroi di ieri. Come dice il proverbio? Meglio tardi che mai. Ma c’è un altro proverbio altrettanto significativo che non è proprio adeguato al momento ma fa capire come sono fatti gli uomini: “Passata la festa, gabbato lo santo”, che poi la tragedia che stiamo vivendo festa non è. Non ho trovato altri proverbi cosi incisivi, che spieghino bene come una volta ottenuto da qualcuno ciò che si desidera, ci si dimentica delle promesse fatte per ottenere ciò che si è ricevuto. Dio però non dimentica. Non dimentica i morti di questi giorni, le promesse e l’incuranza della politica che in questi anni ha distrutto tutto il sistema sanitario.

La Sanità diventata azienda non compie la sua missione

E di promesse e proclami i nostri politici, tuttologi del momento, ne stanno facendo ancora adesso, nell’emergenza, sui Social, giornali, tv. Le loro chiacchiere, spesso prive di contenuti ma intrinseche di ipocrisia, disturbano le mie orecchie in questo silenzio assordante dell’isolamento forzato dove si sentono solo le sirene delle ambulanze: ex ministri alla sanità e parlamentari che elogiano i medici e gli operatori sanitari in trincea, quando loro stessi sono responsabili e complici di un sistema sanitario martoriato dai tagli, non si possono sentire... no, non si possono sentire.
Ho provato ad impegnarmi politicamente per portare la voce di chi è sempre in trincea ma la politica non sceglie chi ha da dire e può fare: i partiti, nella maggior parte dei casi, scelgono i propri collaboratori non in base alle competenze, non per la passione e lo spirito di missione di chi vuole fare il bene comune, li scelgono in base a logiche a noi sconosciute o forse troppo conosciute...
Pertanto mi sono detta: chi se ne frega se non mi scelgono? Cosi porto avanti le mie, le nostre battaglie da oltre 26 anni con l’Associazione che ho fondato: Salute Donna.
E adesso che l’emergenza Coronavirus porta tutti a riflettere, forse, dico forse ( ma non ci credo) qualcuno si accorge degli errori che sono stati fatti dalla politica & C: hanno mutato il “servizio sanitario” in un'azienda sanitaria”... azienda= a profitto e guadagno... cosi che arriviamo ai ticket, ai super ticket, ai DRG, ad una certa sanità privata convenzionata che succhia soldi alla sanità pubblica, alle tasse per la sanità nelle buste paghe e per cosa? Per non avere né un servizio né un profitto ma un debito sempre aperto.
Queste falle del sistema sanitario che oggi sono sotto gli occhi di tutti io le critico da da molti, molti anni ma non mi sono limitata solo alle critiche.
Ho cercato e cerco di portare il mio contributo costruttivo cosi come hanno cercato e cercano di fare i medici di buona volontà che si spaccano le ossa 10 ore al giorno, con uno stipendio da fame, in una sanità pubblica sempre più massacrata da scelte scellerate e sbagliate.
Sanità pubblica, che a differenze di altre forme di servizi sanitari non possono scegliere i pazienti da curare e li curano anche quando sono solo un costo.
Il risultato delle nostre continue sollecitazioni e proposte ? Quello a cui oggi assistiamo.
Ma la responsabilità di tanto dolore non è solo da attribuire alla politica ma anche a tutti quelli che sono stati zitti davanti all’evidenza, a chi ha approfittato della propria posizione speculando sulla salute dei cittadini: appalti onerosi, tangenti, inerzia, omertà.... La colpa è dei molti dirigenti medici e amministrativi, miracolati dai politici, e genuflessi agli stessi per mantenere il loro incarico: sono rimasti in silenzio e allineati con chi li ha miracolati anche davanti a situazioni insostenibili.

Ricordiamoci poi degli eroi veri

Vogliamo parlare delle lobby come gli Ordini dei Medici? Quando mai sono scesi in campo a fare battaglie per tutti i colleghi che giornalmente (e non solo ora) combattono contro il tempo per seguire i pazienti? E per i pazienti stessi che non sono più curati come dovrebbero? Forse si sono più impegnati per discutere delle loro faccende personali che non per difendere il giuramento d’Ippocrate
Sapete quant’è la durata media di una visita oncologica? Sono sette minuti di cui 3/4 il medico li passa a compilare tutti i moduli richiesti dalla burocrazia, e non avendo più l’infermiere che lo faccia, e i reparti sotto organico nella fretta di smaltire gli ambulatori i pazienti vengono trattati come numeri.
Oggi si scopre l’acqua calda: medici e infermieri eroi, che in realtà ci sono sempre stati. Lo sono adesso e lo erano anche prima, quando si lamentavano di turni impossibili e di carichi di lavoro stressanti. Medici e infermieri considerati dei rompipalle dalle amministrazioni e messi in un angolo dai propri dirigenti che guardavano e guardano solo ai bilanci: far quadrare i conti era l’ordine di chi governava e di chi governa. Peccato che nessuno ha avuto la capacità di far quadrare i conti senza tagliere sulla salute: me li chiamate manager? Politici capaci? Un macellaio forse avrebbe tagliato meglio.
Ed ecco che arriva la mia voce fuori dal coro, in un momento dove tutti sono eroi io dico che non è cosi.
Ci sono medici che alle due del pomeriggio si tolgono il camice del pubblico e indossano quello del privato, quando invece potrebbero sveltire le liste d’attesa... ma si sa, il privato rende molto di più, e seppur vero che il pubblico paga poco, è anche vero che a nessuno importa se le persone per avere un servizio veloce si spostano dal pubblico al privato pagando 300/500 euro per visita. Poi ci sono anche tanti (non tutti) medici e infermieri come quelli di Crotone, che il coronavirus ha fatto scappare dai reparti lasciando soli i soliti eroi di oggi e i rompipalle di ieri... e poi ci sono medici che vanno al sud a pescare i pazienti per portarli al nord, aumentando cosi il dolore di chi deve spostarsi per farsi curare e poi ci sono i politici che hanno permesso tutto questo.
Ci sono degli eroi è vero, gente che è tornata a lavorare nonostante fosse in pensione ma attenzione che se definiamo tutti eroi rischiamo di mettere in questa categoria anche quelli che fino a ieri si sono approfittati della loro professione e che oggi stanno scappando dagli ospedali.
Dobbiamo avere il coraggio almeno una volta di proteggere gli eroi veri, quelli che restano sul campo e che nel passato sono stati considerati dei rompiscatole e dobbiamo farlo con tutti i mezzi necessari per mettere in sicurezza le loro vite e le nostre.
Come? Ad esempio facendo loro i tamponi anche se sono asintomatici perché continuando a lavorare nelle corsie degli ospedali, rischiano se positivi, di mettere a repentaglio la loro vita e quella dei loro pazienti.
Concludendo: andrà tutto bene se tutti faremo in modo di fare bene la nostra parte.