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Mozioni al senato sul tumore al seno

Il Senato ha discusso il 14 febbraio ben cinque mozioni di altrettanti gruppi parlamentari sui tumori al
seno. Questa azione nasce dalla volontà di Salute Donna di estendere in tutta Italia (e non soltanto in
Lombardia ed Emilia Romagna) l’esenzione del ticket per gli esami strumentali delle donne riconosciute
positive al test genetico BRCA 1 e BRCA 2. La nostra mozione, presentata il 23 giugno del 2016, ha
aperto la via alla presentazione di altre mozioni – tutte approvate, come la nostra, all’unanimità – su
diversi temi riguardanti i tumori al seno. Come ha affermato ieri la senatrice Rizzotti - membro del nostro
intergruppo parlamentare e prima firmataria della mozione n. 600 sul tema del BRCA - il carcinoma della
mammella resta la prima causa di morte tra le donne tra i quaranta e i cinquanta anni. La mutazione
dei geni BRCA1 e BRCA2 accresce rispettivamente il rischio di cancro al seno e alle ovaie e le donne
portatrici di mutazioni di tali geni hanno un’elevata probabilità (circa il 60%) di sviluppare un tumore
mammario nell’arco della vita. Le mutazioni di tali geni conferiscono anche un rischio di carcinoma
ovarico tubarico stimato nell’ordine del 40% per il BRCA1 e del 20% per il BRCA2. Si stima che le
forme mutate siano presenti in circa 1-5 donne su 10.000, e questa variabilità dipende da popolazioni
con diversa prevalenza. L’esenzione del ticket comporterà logicamente la necessità di reperire nuove
risorse all’interno dei bilanci delle Regioni. La nostra azione richiede un’attenzione particolare dello Stato
su questo tema e il trasferimento di risorse specifiche per garantire l’uniformità di trattamento su tutto il
territorio nazionale. Veneto e Piemonte stanno ragionando su questo tema e ci sono buone possibilità
che esse seguano la strada di Lombardia ed Emilia Romagna. Nelle altre Regioni italiane però tutto
tace; è nostra intenzione, attraverso i nostri intergruppi, di sollevare il tema a più livelli, e vigileremo
concretamente sull’impegno preso ieri dal Governo. È questo il significato del nostro progetto che, nel
corso del tempo e con umiltà, sta finalmente raccogliendo i suoi frutti.

Annamaria Mancuso
Presidente Salute Donna Onlus

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